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Isohe, 2 Ottobre 2015
Cari Amici del Liceo Fermi,
Vi scrivo da Isohe, Sud Sudan. Giovane paese alle prese con enormi sfide per uscire dal sottosviluppo. Prima fra tutte la guerra civile interetnica e la conseguente crisi economica che rendono difficile ogni tentativo di ripresa. Ma con una popolazione giovanissima (circa il 70% della popolazione ha infatti un’età inferiore ai 18 anni).
Ad Isohe questi stessi giovani sono stati protagonisti di un progetto, la produzione del video “Andare a scuola a Bologna e in Sud Sudan”. Progetto ambizioso e innovativo soprattutto per noi ad Isohe e di cui abbiamo colto la portata solo alla fine della sua realizzazione.
Innovativo perché ha necessariamente richiesto uno spalancamento degli orizzonti dei nostri ragazzi, che si trovano a vivere la loro adolescenza in un piccolo villaggio rurale del Sud Sudan. Il progetto ha richiesto l’uso di strumenti tecnologici non di uso comune (come la video camera e il computer), e ha comportato una riflessione su quali contenuti sviluppare per favorire il confronto con una realtà tanto diversa come lo può essere una scuola di Bologna e i ragazzi che la rendono viva. Ambizioso perché realizzato in un coordinamento che ha coinvolto il personale AVSI, il corpo insegnanti della scuola St. Augustine e tutta la comunità di Isohe.
Questa forma di collaborazione a distanza tra scuole ha un grande valore di carattere educativo perché sviluppa una maggiore consapevolezza sulla realtà da parte di tutti i soggetti coinvolti e promuove un confronto positivo attraverso una conoscenza di storie particolari e personali, quindi consente un reale incontro tra diverse culture.
Credo che l’esperienza di questo progetto si collochi perfettamente nel dibattito tanto attuale sull’integrazione, che necessità di adottare la prospettiva dell’altro per poterlo comprendere ad accogliere. Occorre incoraggiare queste iniziative per sviluppare un approccio che porti reale arricchimento alle parti coinvolte.
Io lo posso testimoniare dalla parte “Africana”, visto l’entusiasmo dei ragazzi nell’essere coinvolti in un progetto che li ha fatti sentire “importanti” agli occhi dei loro coetanei italiani che vivono in un mondo tanto lontano ma che ora é diventato più familiare, non più affidato solo alla loro immaginazione.
Colgo quindi l’occasione per ringraziare personalmente e a nome di AVSI e della scuola secondaria St. Augustine tutte le persone che hanno reso possibile una tale avventura, a partire dalla Professoressa Grasselli, il dirigente Maurizio Lazzarini e tutti i ragazzi del Liceo Scientifico Fermi di Bologna.
Un caro saluto
Maria Gaudenzi
2015-10-07